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Oltre lo schermo

Oltre lo schermo: perché abbiamo scelto un Journal e non un palcoscenico

Viviamo nell’era della sovraesposizione, ma paradossalmente in quella della sotto-informazione.

Oggi, “creare contenuti” sui social media è diventato un eufemismo per indicare una recita costante. Ci è stato detto che per esistere bisogna metterci la faccia, non importa se dietro quella faccia c’è un’idea o solo il desiderio di approvazione. Il risultato? Una bacheca infinita di unboxing compulsivi, smorfie studiate per l’algoritmo e packing list di ordini spacciate per chissà quale perla di saggezza commerciale.

La deriva della “Televendita Social”

Quello a cui assistiamo non è accrescimento tecnico, né tantomeno informazione qualificata. È, molto più semplicemente, intrattenimento di basso profilo.

  • L’illusione del valore: Sponsorizzare ogni singolo prodotto messo nel carrello non aiuta la community a crescere; la spinge solo a consumare.

  • La morte della competenza: Quando la priorità diventa il “like” o il consenso immediato, il rigore tecnico viene sacrificato sull’altare della viralità. Fare i buffoni davanti a una telecamera può aumentare le visualizzazioni, ma non qualifica il mercato. Anzi, lo impoverisce, abbassando l’asticella del dialogo professionale.

  • L’estetica del vuoto: Se il contenuto serve solo a nutrire l’ego di chi lo produce o le tasche di chi lo sponsorizza, non stiamo parlando di informazione, ma di una televendita mascherata da lifestyle.


Perché questo Journal?

Noi non crediamo che questo sia l’unico modo di abitare il digitale. Non crediamo che le “faccine” o i teatrini contribuiscano a creare consapevolezza. Per questo abbiamo deciso di fare un passo indietro rispetto alla frenesia dei reel e un passo avanti verso la profondità della parola scritta.

Questo Journal nasce come un atto di resistenza. È il nostro spazio di confronto e dialogo costruttivo. Un luogo dove:

  1. La sostanza prevale sulla forma: Non ci interessa quanti secondi restate incollati a un video, ci interessa la qualità delle nozioni che portate a casa.

  2. L’informazione è certificata: Non troverete prodotti inseriti a caso nel carrello per attirare l’attenzione, ma approfondimenti che mirano a rendere il mercato più consapevole e qualificato.

  3. Il dialogo è orizzontale: Non siamo qui per essere guardati, ma per essere letti e discussi.

Invertire la rotta

Il mercato non si evolve con i sorrisi di circostanza o con l’ennesimo pacco scartato a favore di camera. Si evolve con lo studio, con l’analisi critica e con il coraggio di dire che no, non tutto è contenuto.

Abbiamo aperto questo Journal perché crediamo che la community meriti di meglio. Meriti un luogo dove l’informazione torni a essere un valore e non una merce di scambio per un briciolo di visibilità.

Benvenuti in un luogo di pensiero, non di spettacolo.

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